Umberto Saba affermava che “la passione di raccogliere oggetti è antica quanto l’uomo, soddisfa alcune sue tendenze e basta, qualche volta, a riempire un’intera esistenza”.

La collezione napoleonica (che comprende anche una piccola sezione risorgimentale di famiglia) prese corpo nel 1973, al tempo del corso universitario di medicina e chirurgia, con l’acquisto da un vecchio rigattiere di Bologna di una copia de Il Misogallo di Vittorio Alfieri per la misera cifra di cento lire.

In quell’anno iniziò il mio interesse per il periodo napoleonico declinato in tutti i suoi aspetti.

A tutt’oggi, tra acquisti e donazioni, conta alcune migliaia di pezzi tra libri, oggetti, mobili, ceramiche, stampe e disegni ordinatamente disposti in tre sale e un corridoio.

Sono passati quarantasette anni, ma la passione persiste e la caccia al cimelio continua ancora tra librerie e fiere dell’antiquariato.

Norino Cani