• Norino Cani

CENNI STORICI SULLA SPEDIZIONE SCIENTIFICO – MILITARE NAPOLEONICA IN EGITTO NEL 1798

Aggiornamento: 12 set 2020

1797

Il 16 agosto Napoleone Bonaparte invia da Milano un dispaccio al Direttorio in cui si afferma: …Non è lontano il tempo in cui ci accorgeremo che per distruggere veramente l’Inghilterra bisogna che ci impadroniamo dell’Egitto.. . Il progetto dell’occupazione dell’Egitto, avente per scopo la distruzione della potenza britannica in India, studiato e voluto dal Bonaparte, viene discusso con Talleyrand, e sottoposto all’approvazione del Direttorio. E’ probabile che le informazioni più recenti ed utili a Napoleone siano state fornite dall’italiano Sonnini che aveva visitato il paese nel 1780.

1798

Il 5 marzo Napoleone è nominato comandante in capo dell’Armata d’Oriente.

Il 12 aprile viene dato il via all’operazione militare in Egitto. Prima della partenza sono incaricati Berthollet, Monge ed Arnault di organizzare una Commissione di Scienze ed Arti (composta da 31 membri che dovrà costituire, successivamente, al Cairo, l'Istituto d'Egitto) con lo scopo di …rigenerare la terra dei faraoni e conquistarla alla civiltà francese (1)… .

La spedizione militare, di cui fa parte un gruppo di 167 scienziati, parte nella seconda metà del mese di maggio da diversi porti del Mediterraneo occidentale (Nizza, Antibes, Marsiglia, Genova, Civitavecchia, Ajaccio e da Tolone, il 19 maggio) con una flotta di 280 bastimenti mercantili scortati da 45 navi da guerra tra i quali quindici vascelli: L'Orient, Guillaume Tell, Franklin, Tonnant, Spartiate, Aquilon, Généreux, Guerrier, Peuple Souverain, Timoléon, Hereux, Mercure, Conquérant, Dubois e Causse, tredici fregate: Justice, Diane, Junon, Muiron, Alceste, Artémise, Sérieuse, Carrére, Leoben, Mantoue, Sensible, Courageuse, Montenotte e la corvetta Badine. L'Armata d'Egitto o d'Oriente, forte di 34.910 effettivi imbarcati, aveva come comandante in capo Napoleone Bonaparte e Alexandre Berthier Capo di Stato Maggiore. Le truppe erano sottoposte a Caffarelli (Genio), Dommartin (Artiglieria), Kléber (divisioni di fanteria: seconda mezza brigata leggera, 25ma e 75ma mezza brigata di linea), Reynier (nona e 85ma mezza brigata fanteria di linea), Desaix (21ma mezza brigata leggera, 61ma e 88ma mezza brigata di linea), Bon (quarta mezza brigata leggera, 18ma, 19ma e 32mamezza brigata di linea), Menou (22ma mezza brigata leggera, 13ma e 69ma mezza brigata di linea), Dumas (Cavalleria: 7mo reggimento Ussari, 22mo cacciatori, terzo, 14mo, 15mo, 18mo e 20mo Dragoni).

Con il corpo di spedizione partì anche il capitano Lohmond con la sua compagnia di aerostieri, che, però, non partecipò a nessuna operazione essendo andati danneggiati i palloni e le attrezzature per l'incagliamento, davanti ad Alessandria, della fregata Patriote che li trasportava.

Il 9 giugno l’Armata d’Oriente arrivò a Malta, che fu facilmente occupata, e il primo luglio era in rada ad Alessandria dove lo sbarco e la presa della città avvennero in poche ore entro il giorno successivo sia per la scarsa resistenza incontrata che per il timore di Napoleone di vedere apparire le vele della squadra inglese che solo due giorni prima aveva transitato nel mare antistante precedendo la flotta francese che si era messa al riparo dell'isola di Creta.

Anche alcuni militari italiani presero parte alla spedizione tra essi Bernardino Drovetti, di cui si parlerà più avanti, Bartolomeo Bertolini, trentino, Luigi Groffoglietti, genovese, e cinque medici: il modenese Paolo Assalini, De Muro, pugliese, Frank, toscano, Vernoni, piemontese e Antonio Savarese, napoletano (2). Mentre una flottiglia di appoggio risaliva il Nilo, l'Armata si avviò lungo la riva sinistra del fiume addentrandosi nel deserto di Damanhour, percorso difficile, ma il più breve per raggiungere il Cairo, e a Scebreiss, il 10 luglio, avvenne la prima vittoriosa battaglia della campagna in cui per la prima volta venne adottato, dalle divisioni di fanteria, la tecnica di guerra in quadrato.

Il 21 luglio in vista delle piramidi di Gizeh ebbe luogo il secondo scontro, ancora una volta vittorioso, contro le truppe mamelucche di Murad Bey che aprì le porte del Cairo a Napoleone e di conseguenza all'occupazione francese del Basso Egitto.

L'eco della campagna vittoriosa giunse in Italia rapidamente, ne fa fede un raro opuscoletto anonimo uscito dai torchi della Stamperia ai Celestini di Bologna intitolato: Le piramidi parlanti o sia i primi miracoli di Bonaparte in Egitto.

Solo pochi giorni dopo una cattiva notizia veniva a turbare gli ambienti militari, il primo agosto, infatti, la flotta francese era stata sorpresa e completamente distrutta da quella inglese nella rada di Abu-Qir, creando non poche difficoltà ai collegamenti e ai rifornimenti dell'Armata (3).

Nel frattempo Desaix inseguiva Murad Bey verso l'Alto Egitto alla testa di 6.000 uomini disperdendolo a Sédiman il 7 ottobre entrando il successivo 8 ottobre a Medinet-el-Fayum. Murad Bey è sconfitto ancora a Samhoud il 22 gennaio 1799, a Bir-el-Bar il 2 aprile e a Beni-Adin il 16 seguente.

Napoleone, partito il 10 febbraio del 1799 per la campagna di Siria, lasciava nel Basso Egitto una forte concentrazione di truppe agli ordini di Marmont, che controllava il litorale contro eventuali sbarchi turco-inglesi, di Almeras che difendeva Damietta e di Menou che non si mosse, contro gli ordini, da Rosetta. Il corpo di spedizione forte di 1.200 uomini, più il reggimento dromedari di recente costituzione, e di un equipaggio d'assedio (che avrebbe dovuto raggiungere le truppe da Damietta per via di mare), occuperà dopo breve combattimento il forte di El-Arich il 20 febbraio, e Gaza il successivo 28.

Le fortificazioni di Jaffa (sobborgo di Tel-Aviv) resistettero qualche giorno, ma anche questa roccaforte cederà all'assalto il 7 marzo portando come premio alle truppe francesi il sacco della città e una epidemia di peste.

Liberata la strada il Bonaparte, il 18 marzo, volò sopra S. Giovanni d'Acri punto nevralgico dello scacchiere strategico nella regione, la porta per invadere la Siria e la Turchia stessa. Posto l'assedio ad Acri il 19 seguente la situazione si fece alquanto critica per la mancanza del contingente d’artiglieria d'assedio catturato in mare dagli inglesi e con il pericolo di veder distrutti i distaccamenti che giungevano in appoggio ostacolati da colonne di turchi.

Nel frattempo Kléber e la sua divisione con Murat e Junot avanzante verso S. Giovanni rischia di essere preso tra due fuochi, Junot per primo è impegnato in battaglia a Nazareth l'8 aprile, Kléber attacca il grosso dei mamelucchi a Cana il 9, ma il 15 si trova circondato dagli avversari ai piedi del Monte Tabor e solo l'intervento di Napoleone, lasciato l'assedio di Acri con la divisione Bon e alcuni reparti di cavalleria, riesce a districare la faccenda mettendo in rotta i nemici che Murat rigetterà al di là del Giordano mentre il grosso delle truppe ritornerà su S. Giovanni d'Acri per riprendere l'assedio.

Decimata dall'epidemia, dai combattimenti e dalla mancanza di rifornimenti, dopo reiterati, furiosi e infruttuosi attacchi alle fortificazioni, la spedizione militare francese lascia il blocco e comincia la ritirata verso l'Egitto giungendo a Jaffa il 24 aprile rientrando al Cairo il 21 maggio 1799.

Contemporaneamente Desaix, ormai conquistato l'Alto Egitto (31 maggio), dovrà abbandonare il frutto dei suoi successi ritornando precipitosamente verso il Cairo sia per l'esito sfortunato delle operazioni in Palestina sia perchè gli inglesi avevano sbarcato ad Abu-Qir 18.000 fanti turchi minaccianti la sicurezza delle conquiste francesi. Il 25 luglio 1799 Napoleone con 6.000 tra fanti, cavalieri e dromedaristi decima l'avversario e lo ricaccia in mare.

Una vittoria che in termini pratici servirà solo a riscattare lo scacco della sconfitta navale dell'anno precedente e della mancata caduta di S. Giovanni d'Acri, non certo a mantenere il controllo dell'Egitto.

Bonaparte, a conoscenza dei gravi problemi politici in Francia, si imbarcherà per la madre patria (4) il 22 agosto lasciando il comando in capite al Generale Kléber che, successivamente, si vedrà costretto a firmare il trattato di El-Arich il 28 gennaio 1800 con il quale l'Armata d'Oriente avrebbe dovuto ritirarsi dall'Egitto.

Londra, in seguito non riterrà valido l'accordo e le ostilità ricominceranno in primavera con la battaglia vittoriosa per i francesi di Héliopolis il 20 febbraio 1800.

Morto Kléber per mano omicida, lo stesso giorno della sfolgorante vittoria di Marengo, il Comando Generale verrà assunto da Menou che dovrà capitolare ad Alessandria il 2 settembre 1801 dopo la sconfitta di Canope il 21 marzo e la resa di Belliard, assediato al Cairo, il 25 giugno.

Durante le operazioni militari perirono in Egitto più di 9.000 uomini (in base ad un rapporto del 1 dicembre 1800) così divisi: in combattimento 3.614, a seguito di ferite 854, per incidenti 298, per malattia 2.460, di peste 1.689.

Il 22 agosto 1798 veniva fondato al Cairo, l'Institut d'Egypte. Dei savants della spedizione trentadue moriranno per malattia durante la campagna e altrettanti lascieranno per vari motivi l'incarico. Da Tolone gli scienziati aggregati all'Armata d'Oriente erano: Andréossy, Bonaparte, Bringuier, Fuseau, Le Roy, Bringuier, Charbaud, Malus, Moret, Vincent, Villiers du Terrage, Viard, Fourier, Costaz, Corancez, Say (geometri), Beauchamp, Nouet, Quesnot, Méchain (astronomi), Lomond, Monge, Hassenfratz, Sirop, Aimé, Cirot, Collin, Cassard, Adnès padre e figlio, Conté, Dubois, Couvreur, Plazanet, Hérault, Coutelle, Du Bois Aymé, Favier, Hochu, Lenoir, Cécile (matematici), Lemaitre (orologiaio), Berthollet, Pottier, Piquet, Champy padre e figlio, Samuel-Bernard, Descoltils, Regnault (chimici), Dolomieu, Cordier, Rozières, Dupuy (geologi), Marie, Milbert, Raffeneau Alyre, Nectoux, Coquebert (botanici), Gérard, Duchanoy, Geoffroy, Savigny, Redouté (zoologi), Dubois, Dubois, Labate, Lacipierre, Bidou, Bessières, Daburon, Desgenettes, Larrey, Réal, Pouqueville, Desvesvres (medici e chirurghi), Boudet, Roguin, Rouyer (farmacisti), Pourlier, Ripault (archeologi), Norry, Balzac, Protain, Le Père (architetti), Dutertre, Rigel, Villoteau, Castex, Caquet, Denon, Rigo, Joly (disegnatori), Bonjean, Boucher, Chaumont, Greslé, Vincent (ingegneri navali), Bertre, Bourgeois, Corabeuf, Dulion, Faurie, Jacotin, Jomard, Jomard, Lafeiullade, Laroche, Lecesne, Leduc, Leveque, Simonel, Testevuide (ingegneri geografi), Alibert, Arnollet, Bodard, Caristie, Chabrol, Duval, Faye, Fèvre, Girard, Jollois, Lancret, Le Père, Le Père, Martin, Molin, Raffenau, Saint-Genis, Thévenod (ingegneri), Beauduin, Besson, Galland, Laporte, Marcel, Puntis (stampatori), Bourrienne, Caffarelli, Desaix, Dugua, Gloutier, Pourlier, Poussielgue, Reynier, Ripault, Saint-Simon, Sucy, Sulkowsky, Tallien, Parseval de Grandmaison, Lerouge (letterati, economisti ed antiquari), Belleteste, Bracevich, Delaporte, Jaubert, Lhomaca, Magallon, Monachis, Panhusen, Raige, Venture (orientalisti), Brunet-Denon, Burel, Colin, Julien, Kléber, Lafon, Legentil, Maillot (non classificati). Del primo Istituto d'Egitto facevano parte 36 membri: Bonaparte, Andreossy, Caffarelli (morto a S. Giovanni d'Acri), Malus, Say (morto a S. Giovanni d'Acri), Sulkowski (polacco, assassinato al Cairo), Desgenettes, Dubois, Gloutier (morto a Giza), Le Roy, Poussielgue, De Sucy, Tallien, Costaz, Fourier, Monge, Nouet, Quenot, Berthollet, Delile, Dolomieu, Geoffroy, Savigny, Norry, Dutertre, Redouté, Rigel, Denon, Parseval, Raphael, Venture (morto a Nazareth), Champy (morto al Cairo), Conté, Descoltils, Girard, J.M. Le Père, furono designati in seguito altri 15 membri: Kléber (assassinato al Cairo), Desaix, Reynier, Dugua, Larrey, Boudet, Bourrienne, Beauchamp, Corancez, Ripault, J.B. Le Père, Protain, Rigo, Lancret, Jacotin. Della stamperia ufficiale dell'Istituto facevano parte: Barier, Boulanger, Boyer, Castera, Cauzie, Dizerand, Dubois, Eberhard, Gransart, Jardin, Lafaurie, Laugier, Lethion, Marlet, Marquoy, Nivet, Poincelot, Very (impiegati) e Marcel, Besson, Bauduin, Galland, Puntis (membri della Commissione).

La stamperia orientale era composta per la quasi totalità da italiani: Elias Fatalla, Mesabki, Giovanni Giorgi, rimpiazzato da Giovanni Reno, Camillo Ruga, Nicolò Roselli, Francesco Maccagni, Giuseppe de Dominicis, Luigi Pellegrini, Felice Ansiglioni (5).

1799

In aprile rientra in Italia il chirurgo militare Paolo Assalini (6) Decorato, in seguito, della Corona Ferrea e della Legion d’Onore rivestirà la carica di primo chirurgo di Napoleone. Pubblicò diversi lavori scientifici tra cui: Sur l’ophtalmie d’Egypte, Paris 1799, Observations sur la maladie appelée peste, le flux dissenterique, l’ophtalmie d’Egypte, et les moyens de s’en preserver, Paris 1800, Riflessioni sopra la peste d’Egitto con i metodi di preservarsene, Torino 1801, Sul contagio della peste bubbonica per rivendicare le osservazioni anteriori a quelle fatte dal Parisot già fatte nell’assunto in Egitto nel 1798-99, Parigi 1833.

Nel demolire un muro durante scavi nei pressi del forte di Saint Julien a Rachid, presso Rosetta nel delta del Nilo, l'ufficiale del Genio Bouchard rinviene la famosa stele trilingue (geroglifico, demotico, greco), un blocco di basalto nero di cm. 114 x 72, riportante un decreto in onore di Tolomeo V Epifane in occasione della sua salita al trono nel 196 a. C.. La stele viene subito esaminata dagli esperti che riuscirono ad individuare i nomi dei re greci nella trascrizione demotica. L’inglese young, successivamente, capì che i cartigli racchiudevano nomi di re (7).

1800

Napoleone Bonaparte, il 22 dicembre, stanzia un fondo al generale Menou per assoldare una compagnia di cantanti e ballerini italiani incaricati di intrattenere le truppe in Egitto. L. A. Berthier, Rélation des Campagnes du Générale Bonaparte en Egypte et en Syrie, Milano, Stamperia di Strada Nuova, 1800.

1801

Menou, succeduto a Kléber al comando dell'Armata d'Oriente, viene sconfitto a Canope il 21 marzo 1801, Belliard, assediato al Cairo, si arrende il 25 giugno successivo. Questi rovesci militari renderanno la situazione dei francesi in Egitto non più sostenibile, il generale Menou firmerà la resa ad Alessandria il 2 settembre 1801. Le truppe abbandonano le posizioni e ritornano in patria cedendo al vincitore la maggior parte del materiale archeologico e scientifico raccolto durante la campagna. La stele di Rosetta entra così a far parte delle collezioni del British Museum ove si trova tuttora.

Il medico militare James Mac Grigor (8) proveniente dall’India è in Egitto per combattere un’epidemia di peste fra le truppe inglesi. Pubblicherà a Londra nel 1804 l’opera: Medical Sketches of the Expedition to Egypt from India. J. Grobert, Description des Pyramides de Ghize, de la Ville du Kaire et de ses environs, Paris, Logerot-Petiet et Rémont, 1801. Joseph François Louis Grobert fu assegnato al comando dei corpi di artiglieria di stanza a Ghiza durante la campagna d’Egitto.

1802

Denon pubblica a Parigi: Voyage dans la basse et la Haute Egypte pendant les campagnes du Général Bonaparte. L'edizione italiana uscirà nel 1808 a Firenze per i torchi di Giuseppe Tofani: Viaggio al Basso ed Alto Egitto illustrato dietro alle tracce e ai disegni del Sig. De Non. Quella inglese uscì a Londra per i tipi di Longman nel 1803: Travels in Upper and Lower Egypt.

Jean François Xavier Pugnet (9) medico militare al seguito dell’Armata d’Oriente pubblica a Lione: Mémoires sur les fièvres pestilentielles et insidieuses du Lévant, ristampate in italiano a Milano per i tipi Pirotta e Maspero nel 1804: Memorie sulle febbri maligne e pestilenziali del Levante con un quadro fisico-medico dell’Alto Egitto.

Bernardino Michele Maria Drovetti (10) che aveva partecipato alla spedizione militare in Egitto nel 1798 con il grado di tenente colonnello, viene nominato viceconsole di Francia ad Alessandria, carica che ricopre sino al 1829. Con il viaggiatore Cailloud si porta all’oasi di Siwa, a Tebe e a Menfi raccogliendo antichità e iniziando quella ricchissima collezione che oggi, in parte, è il Museo Egizio di Torino (11).

1803

Comincia la fortuna in Europa dello stile retour d'Egypte.

Dominique Jean Larrey (12), pubblica a Parigi il suo lavoro intitolato: Rélation historique et chirurgicale de l’expédition de l’Armée d’Orient, en Egypte et en Syrie.

Thomas Walsh, Journal of the late campaign in Egypt, London, Cadell & Davies.

Robert Thomas Wilson, History of the British expedition to Egypt; to which is subjoined a sketch of the present state of that Country and its means of defence, London, Egerton.

1808

Il medico Antonio M. T. Savarese (13) che aveva partecipato alla spedizione nel 1798, pubblica a Napoli per i tipi Sangiacomo: Memorie ed Opuscoli Fisici e Medici sull’Egitto (14).

1809

Inizia la pubblicazione dei risultati scientifici della spedizione napoleonica in Egitto: Description de l'Egypte ou recueil des abservations er recherches qui ont été faites en Egypte pendant l'expédition de l'Armée Française, publié par les ordres de Sa Majesté L'Empereur Napoléon Le Grand. L'idea di questa grande inchiesta venne al geometra Louis Costaz che la propose all'Istituto il 29 giugno 1799. La prima edizione vide la luce a Parigi, presso la Stamperia Imperiale, in 9 volumi in 4° corredati da 11 volumi di stampe e continuò fino al 1828 anche se nel 1820 Luigi XVIII ne consentì una seconda edizione (Panckoucke) in 26 volumi in 8° e, come la prima, 11 volumi di stampe (15).

1814

J. Miot, Mémoires pour servir a l’histoire des expéditions en Egypte et en Syrie, Paris, Le Normant.

1825

Esce l’opera di Dominique Vivant Denon: Egypt delineated in a series of engraving exhibiting the scenery, antiquities, architecture, hieroglyphics, costume, inhabitants, animals etc. of that country, London, Taylor.

1830

Viene pubblicata la rarissima e importantissima opera in 10 volumi e due atlanti: Histoire scientifique et militaire de l'expedition française en Egypte précédée d'une introduction présentant le tableau de l'Egypte ancienne et moderne, depuis les Pharaos jusqu'aux successeurs d'Alì-Bey et suivie du récit des evenements survenus en ce pays depuis le départ des français et sous le règne de Mohammed-Alì. Dediée a Sa Majesté Louis Philippe Ier Roi des Français, Paris, Denain, 1830-1844.



  1. J. Tulard (a cura di), Dictionnaire Napoléon, Paris, Fayard, 1989, cit., p. 933.

  2. N. Giacchi, Il Genio Italiano all'estero. Gli uomini d'arme nelle armate napoleoniche, Roma 1940, p. 14.

  3. Nella rada di Abu-Qir si affrontarono le due squadre nevali francese e inglese. Al comando di quella inglese il vice ammiraglio Nelson che aveva sotto il comando le navi Vanguard, Minotaur, Leander, Audacius, Defence, Zelaus; sotto i suoi ordini il capitano Hood che guidava le navi Orion, Goliath, Majestic, Bellerophon, e il capitano Trowbridge con le navi Culloden, Theseus, Alexander e Swistsure. La squadra francese al comando del contro ammiraglio Blanquet-Dunchay, che guidava le navi Spartiate, Francklin, Aquilon, Peuple Souverain, Guérier, Conquérant, aveva ai suoi ordini gli ammiragli Brueys (navi Orient, Teméraire, Timoléon, Vaillant, Tonant) e Villeneuve (Guillaume Tell, Généraux, Justice, Diane, Artémise, Sérieuse). L. Giovannini, Atlante militare di Napoleone Bonaparte ossia le sue quattordici campagne supportate da tavole didattiche, Firenze, Galliani, 1842, p. 124.

  4. I bastimenti Carrère e Muiron, ex fregate venete, facenti parte della flotta francese nel Golfo Adriatico, che nella primavera del 1798 avevano imbarcato a Venezia le prede di guerra, fanno parte della spedizione. Si salveranno dal disastro di Abukir e saranno proprio queste ultime due fregate a riportare Napoleone in Francia nel 1799. Per la campagna d’Egitto vedi le opere: Napoléon Bonaparte. Correspondance générale publiée par la Fondation Napoléon. Tome deuxième. La Campagne d’Egypte et l’avenement. 1798-1799, Paris, Fayard, 2005; Corrispondenza dell’Armata d’Egitto intercetta dalla squadra di Nelson tradotta dall’originale inglese, Milano, Giegler, 1799; A. Galland, Tableau de l’Egypte pendant le sèjour de l’Armée Française avec un coup d’oeil sur l’économie politique de ce pays, Paris 1803; V. J. Christopher Herold, Bonaparte in Egypt, New York 1962; J. Tulard, op. cit, pp. 644, 645; X. B. Saintine-J. J. Marcel, L. Reybaud, Histoire scientifique et militaire de l’expédition d’Egypte, Paris 1830-36; C. de La Jonquiere, L’expédition d’Egypte, Paris 1899-1907; M. Villiers du Terrage, Journal et souvenirs sur l’expédition d‘Egypte, Paris 1899; C. Norry, Relation de l’expédition d’Egypte suivie de la dscription de plusiers monuments de cette contrée, Paris, Pougens, an VII; N. Bonaparte, Campagnes d’Egypte et de Syrie 1798-1799. Mémoires pour servir a l’histoire de Napoléon dicés par lui meme à Sainte Hélène et publiées par le General Bertrand, Paris, Imprimeurs Réunis, 1847; L. Giovannini, Atlante militare di Napoleone Bonaparte ossia le sue quattordici campagne supportate di tavole didattiche, Firenze, Galliani, 1842, I, p. 130; Barthelemy, Mery, Napoléon en Egypte, Waterloo et le fils de l’homme, Paris, Perrotin, 1835; A. Amato, Abukir. Napoleone e l'Inghilterra in lotta nella spedizione d'Africa, Milano 1936.; B. Desvernois, Mémoires du Général Bon Desvernois, Paris, Plon, 1898; J. Tranié, J. C. Carmigniani, Bonaparte. La Campagne d'Egypte, Paris, Pygmalion, 1988; T. Walls, Journal de l’éxpedition anglaise en Egypte dans l’année mil huit cent. Traduit de l’anglais par M. Alfred Thiery, Paris Collin, 1823.

  5. J. Tulard, Dictionnaire Napoléon, cit., p. 93; Barthélemy, Mery, Napoléon en Égypte, Waterloo et le fils de l’homme par Barthélemy et Mery, Paris, Perrotin, 1835, pp. 267-269; Tranié-Carmigniani, Bonaparte, cit.. Il matematico Gaspard Monge (1746-1818) prima di imbarcarsi per l'Egitto fece parte della commissione incaricata delle requisizioni delle opere d'arte in Italia dal 1796 al 1798, vedasi a tal proposito l'interessante opera curata da Sandro Cardinali e Luigi Pepe, Dall'Italia (1796-1798), Palermo, Sellerio, 1993, in cui vengono pubblicate alcune lettere riguardanti i preparativi della partenza dell'Armata d'Oriente e della conquista di Malta. Il Generale Jacques Menou; al Cairo sposò una egiziana convertendosi all'islamismo. Sostenitore della pubblicazione della Description d'Egypte fu anche appassionato ricercatore nella zona archeologica delle piramidi. Comandante in Capo dell'Armata d'Oriente dopo l'assassinio di Klèber, fu membro dell'Accademia di Torino dal 1803 e Ammnistratore Generale del Piemonte, morì a Mestre nel 1810. J. Tulard, Dictionnaire Napoléon, cit., p. 1163.

  6. Nato nel 1759 e morto nel 1846. D. Giordano, Un italien chirurgien aux armées de Napoléon, «Bulletin de la Société Française d’Histoire de la Médecine», Paris 1896, pp. 69-841.

  7. J. Tulard, Dictionnaire Napoléon, cit., p. 648.

  8. Nato nel 1771 e morto nel 1858.

  9. Nato nel 1765 e morto nel 1846.

  10. Nato nel 1775 e morto nel 1852, piemontese archeologo e diplomatico.

  11. La diplomazia francese schierava in Egitto il console generale, al Cairo, Mathieu Lesseps, e tre vice-consoli: il Drovetti ad Alessandria, Rousselin a Damietta e Saint-Marcel a Rosetta. La collezione Drovetti di antichità egizie verrà venduta al governo sardo (1824), francese (1827) e tedesco (1836). D. Taverna, C. Volpiano, Nella vecchia casa di Drovetti iniziatore del Museo Egizio, «Piemonte Vivo», a. VIII, (1976), n° 6, pp. 3-19; J. Tulard, Dictionnaire Napoléon, cit., p. 1788.

  12. Chirurgo militare nato nel 1766 e morto nel 1842.

  13. O Savaresi.

  14. D. Vivant Denon, Viaggio nel Basso e Alto Egitto, Firenze, Tofani, 1808.

  15. J. Tulard, Dictionnaire Napoléon, cit., p. 595.


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