• Norino Cani

IL NIEUPORT 17 DI FRANCESCO BARACCA DONATO ALL’ACCADEMIA MILITARE DI MODENA

Aggiornato il: 18 set 2020

Nel corso del 2002, durante la collaborazione prestata all’allestimento del Museo Baracca a Lugo di Romagna, mi venne l’idea di ricostruire un simulacro, in scala naturale, del Nieuport 17 l’aereo con il quale Baracca, per la prima volta, portò in volo il simbolo del cavallino rampante. Recuperati i disegni tecnici e quanta più documentazione possibile su quel modello di velivolo, il 21 febbraio 2004, nella vecchia e grande ex legnaia di casa a Fusignano, assillato da notevoli problemi tecnici e logistici, con chiodi, martello, viti, trapano, cacciavite e seghetto, iniziai l’opera di ricostruzione.

In poche giornate di lavoro assemblai la fusoliera e nel corso dell’estate riuscii a montare anche il carrello che avrebbe consentito una migliore movimentazione della struttura in fase di rifinitura.

I momenti di attività manuale si alternarono a frequenti contatti telefonici con amici modellisti per risolvere i problemi che mi si presentavano in corso d’opera essendo totalmente digiuno di qualsiasi conoscenza in materia.

Tutta l’operazione fin dall’inizio fu portata avanti esclusivamente e volontariamente a mie spese credendo nella bontà del progetto, purtroppo nei mesi successivi la diversità di vedute riguardo l’organizzazione del Museo Baracca mi costrinse ad abbandonare la collaborazione con il predetto museo e il lavoro subì un arresto che durò per molto tempo.

Nel 2012, dopo una serie di incontri con persone interessate a rivitalizzare culturalmente la città di Lugo, anche attraverso iniziative espositive riguardanti la nostra bandiera nazionale, ripresi l’opera di ricostruzione con l’aiuto di alcuni amici e il 15 dicembre di quell’anno il modello, quasi completato, venne esposto al pubblico in un locale di proprietà della Banca di Romagna a corollario di una mostra sulla storia del tricolore d’Italia.

Verso settembre 2013 la ricostruzione venne completata definitivamente, ma la ventilata necessità di sgomberare i locali - proprietà del citato istituto di credito - mi indussero a cominciare immediatamente lo smontaggio del modello e a cercare una soluzione espositiva alternativa.

Avevo sempre creduto che il simulacro del Nieuport potesse avere un valore aggiunto per Lugo e per il museo dedicato a Baracca, tra l’altro a costo zero per la comunità, ma nonostante gli appelli nessuno si mosse per trovare una collocazione dignitosa. Per tale motivo espressi all’amico e collaboratore Pietro Compagni la mia intenzione di donare il modello ad una istituzione pubblica in grado di esporlo, conservarlo e valorizzarlo adeguatamente, possibilmente in una città che avesse un legame con Francesco Baracca.

Nell’autunno 2013 arrivò la risposta affermativa da parte dell’Accademia Militare di Modena nella persona del comandante, generale Giuseppenicola Tota, per cui il 16 dicembre di quell’anno, a dodici mesi dall’inaugurazione della mostra lughese, l’aereo venne smontato e caricato su di un mezzo militare per essere trasferito provvisoriamente in un magazzino del genio a Bologna, dove sostò per qualche settimana, prima di essere portato nella sede definitiva di Palazzo Ducale a Modena.

Il 6 marzo 2014 Pietro Compagni si recò in loco a sovrintendere al trasporto della fusoliera nel locale dell’Accademia destinato all’esposizione e per concordare la sistemazione dell’aereo, che nelle settimane successive fu progettato di appendere a soffitto.

Il 15 e 29 maggio, andai personalmente sul posto, accompagnato da Compagni, per procedere al montaggio delle strutture alari e delle altre componenti. Terminato il lavoro di rifinitura e verniciatura tutto fu pronto per la collocazione che avvenne il 10 giugno 2014, poco più di tre mesi dopo l’entrata del modello nell’ultimo salone del Museo Storico dell’Accademia Militare, a dieci anni dall’inizio della ricostruzione, e in prossimità del novantaseiesimo anniversario della morte di Francesco Baracca.

Il simulacro in scala naturale del Nieuport 17 pilotato da Baracca e donato all’Accademia Militare vuole essere il legame ideale con la città in cui si formò ufficiale, legame che si perpetua ancora oggi nel cavallino rampante e che affonda le sue radici nel lontano 9 ottobre 1796 quando, proprio a Modena, apparve pubblicamente per la prima volta in Italia il tricolore; quel tricolore che Baracca portò in combattimento sul timone di direzione dei suoi velivoli e che il suo concittadino Giuseppe Compagnoni, il 7 gennaio 1797, propose come vessillo nazionale della Repubblica Cispadana.

Durante i lavori di sistemazione della sala e del montaggio dell’aereo il prof. Pietro Compagni ideò e portò a termine, il 6 ottobre successivo, una particolare e coinvolgente scenografia a terra:

la ricostruzione, anch’essa in scala naturale, di una trincea italiana della prima guerra mondiale. La minuziosità della realizzazione, i materiali e gli oggetti usati – anche originali - associati alla maestria del progettista ne fanno un esempio unico in Italia in campo museografico.

E’ stata una bella esperienza che non avrei mai potuto esaudire senza gli amici che mi hanno aiutato, consigliato e sostenuto in tutti questi anni nel «progetto Nieuport»: Pietro Compagni, Maurizio Di Terlizzi, Stefano Foschini, Matteo Contarini, Carlo Giovannini, Gino Antolini, Romano Neri, Tristano Picchi, Sergio Dirani, Stefano Mecati, Giuseppe Porciatti, Luca Tazzari e Giuseppenicola Tota. Un particolare ringraziamento anche a chi ha donato parte dei cimeli esposti per la trincea: Giovanni Padovani, Pio Langella, Enrico Cernigoi, Fabio Longo.

Norino Cani



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